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Diploma della Corona che sancisce la nascita del Feudo di Partanna
(seconda parte con la descrizione dei confini)
Il diploma di "infeudamento" Grifeo a Partanna e il titolo di Barone fu riportato integralmente e ufficialmente nella seconda concessione, questa volta data da Re Ruggero di Sicilia nel 1139 a Giovanni II Grifeo. Il testo di tale documento fu ricopiato per confermare il titolo nonché i confini dei possedimenti, nel testo del privilegio rilasciato nel 1243 dall'Imperatore Federico II a Goffredo I Grifeo, quarto Barone di Partanna. Questi tre passaggi storico-documentali, dal 1093 al 1243, con la riscrittura della concessione, sono ricordati nell'affresco del Salone delle Feste a Castello Gifeo di Partanna, proprio sullo scudo di Giovanni I.
* Un avvertimento al visitatore di questo spazio: per non tediare tutti i lettori di questa pagina, la sezione descrittiva dei confini del Feudo viene riportata in una seconda parte, gustosa per i cultori dell'antica geografia siciliana.
Di seguito il testo del Privilegio (tradotto dal latino e diviso nei paragrafi originali che qui sono stati numerati): 1) Federico per grazia di Dio augusto Imperatore dei Romani e Re di Sicilia e Gerusalemme. Pel presente privilegio facciamo noto a tutti, si presenti che futuri, che, dopo solenne Curia a Ca- 2) pua celebrata, ove facemmo l'editto generale per tutti di presentare i privilegi, Goffredo de Graffeo, abitatore di Mazara, fedele nostro, presentatosi a noi, residenti felicemente presso Foggia, dinanzi all'Altezza nostra consegnò alla nostra Grandezza un 3) privilegio del sig. Re Ruggero di b. m. munito di sua bolla plumbea pendente, in lingua greca, concesso al fu Giovanni de Graffeo, proavo di esso Goffredo, e i suoi eredi e successori sulla concessione del casale di PARTHANNA, sito in Val di 4) Mazara, tra i territori di Castelvetrano e di Salemi, coi diritti confini e pertinenze dello stesso casale, con 17 VILLANI, nominati con loro pertinenze nel predetto privilegio, tanto in detta lingua greca che nell'arabica, fatta allo stesso fu 5) Giovanni de Graffeo con i suoi eredi e successori. E supplicò umilmente e devoto che gli si restituisse il detto privilegio e ci degnassimo di concedere e confermar per nostra grazia, ciò che in esso contenevasi. Il qual privilegio, esibitoci dallo stesso 6) Goffredo, la nostra Serenità ordinò essere osservato e diligentemente esaminato dagl'interpreti della nostra M. Curia, conoscenti ambo le lettere e le lingue, cioè la greca e la latina, nostri notari e fedeli. Per i quali sul contenuto di esso 7) la Maestà nostra ha avuto piena notizia. Il tenore del qual privilegio, secondo la versione, per bocca de' predetti interpreti, nostri notari e fedeli, è tale: RUGGERO, PIO E POTENTE RE, IN CRISTO DIO ONNIPOTENTE
9) giovanile, serviente NOI diligente e sollecito, ed uno ordinato e fedele, tra quei che sono sotto la podestà nostra dei militi, e fermamente, promettente di compiere quegli uffici, che a Te sono stati commessi, NOI, dunque, con tutta sollecitudine conce- 10) dendo, è proprio della nostra potenza renderti degno d'alcun beneficio. E pertanto ti concede la potenza nostra nella nostra Isola Sicilia, Val di Mazara, tenimenti e pertinenze di Castelvetrano e Salemi, diciassette uomini con le 11) pertinenze medesime, dei quali i nomi sono questi: Daifesin, Lachu, Ripipyse, Machumut ibn Ysserif, Abdalla ibn Abdesalem, Mucumut ibn Charim, Abdetimme ebin Chuszel, Chamut, Essavat, Bikkeri el Carej, 12) Achmet Frater eius, Mutantes ebin Atie, Chasen ebin Gaz, Buzeitum el Vesen, Meimum ebin bu Lay, soror Ezevet, Esena ebin Chusein. E con essi concedesi a te e tuoi eredi e legittimi discendenti del tuo corpo 13) in perpetuo, si che il maggiore si preponga al minore e il maschio alla femmina, secondo l'uso del diritto dei Franchi, sotto il debito tuttavia del militare servizio, giusta la consuetudine del regno, in essa Isola e stessi tenimenti e 14) pertinenze di Castelvetrano e Salemi, un casale ch'è detto PARTANNA, con tutte sue pertinenze, giustizie, tenimenti e sottoscritti suoi confini, il quale casale pervenne a ragione per la decadenza nelle mani della potenza nostra. LA DIVISA si divide così:... (seconda parte con la descrizione dei confini) e da questo punto si prosegue fino alla 36a riga continuando a ricalcare il decreto del 1139. Poi si prosegue con il testo sottoscritto da Federico II: 37) Indi noi, ammessa la supplica del detto Goffredo nostro fedele, benignamente considerando 38) molto grati e accetti i sacrifici che da tempo al Rev. Nostro Padre, l'Imp. Enrico, di divina memoria, e alla Nostra Altezza con pura fede e devozione fedelmente è prestato, 39) presta e potrà prestare di bene in meglio, dando il dominio in futuro, restituiamo il graziosamente il prescritto privilegio del detto Re Ruggero, di cel, mem. Al detto Goffredo e le cose dette
40) tutte e singole, che contengosi in esso e son concessi tra i detti territori di Castelvetrano e Salemi, un casale che si chiama PARTHANNA con tutti i diritti e le azioni sopradetti, i confini nel predetto privilegio 41) contenuti, e sue pertinenze, sotto il debito del militare servizio e per speciale grazia dell'Altezza Nostra per sicura coscienza dello stesso Goffredo, qual benemerito, e ai suoi eredi, giusta il modo e la forma di esso 42) privilegio di Ruggero. Compreso il tenore d'esso privilegio, diligentemente osservato, diamo, concediamo e in perpetuo confermiamo, salvo il militar servizio suddetto. Per memoria poi e forma di tale Nostra restituzione 43) donazione e conferma, il presente privilegio, da valere in perpetuo, abbiamo noi ordinato e fatto munire del sigillo della Maestà Nostra, l'anno, mese ed indizione 44) sottoscritti 45) Dato a Foggia, l'anno dell'Incarnazione del Signore mille duecento quarantesimo terzo, nel mese di luglio, 1. indiz. Imperante nostro signor Federico, per grazia di Dio Invictissimo Imperator dei Romani 46) sempre Augusto Re di Sicilia e Gerusalemme. Del suo Impero anno 22., del regno di Gerusalemme 18. e del regno di Sicilia 48. Feliciter. Amen (seconda parte con la descrizione dei confini) Proprietà intellettuale e copyright © Giuseppe Maria Salvatore Grifeo |
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